,

Pensiero, linguaggio e balbuzie.

Se il pensiero non è sereno è chiaro che il linguaggio non può essere sereno. Il problema di chi balbetta sta proprio nel fatto che non è sereno nel momento in cui si relaziona con gli altri, ed ecco perché balbetta. Il linguaggio viene espresso un attimo dopo il pensiero, cioè viene prima il pensiero e poi, una volta elaborato, viene espresso attraverso l’attività fonatoria, sotto forma di linguaggio.

Pertanto, pensare al problema della balbuzie come problematica di linguaggio è sbagliato e fuorviante. Se il balbuziente quando è da solo non balbetta mai, vuol dire che non ha difficoltà di esprimere le proprie opinioni. Perché invece ha difficoltà di linguaggio quando si relaziona con la gente?

Lo spiega il dott. Antonio Bitetti che da oltre venticinque anni si occupa di balbuzie sia da un punto di vista terapeutico e sia da un punto di vista divulgativo, con una intensa attività in Italia e all’estero. Egli, va ribadendo un concetto abbastanza semplice nella sua essenza e cioè che il balbuziente nel momento topico di incontrare gli altri è sopraffatto da cattivi pensieri.

Questi pensieri, riguardo al giudizio degli altri, condizionano ovviamente la capacità verbale, ed ecco perché tutti pensano alla balbuzie come un problema fonatorio. Nel panorama delle strategie con cui si tenta di affrontare la balbuzie si è fermi alle tecniche di rieducazione e in primis la logopedia, ma si sta diffondendo un approccio nuovo, ed è l’Approccio Integrato, un modello di terapia che affronta alla radice tutta la problematica, prima fra tutte la componente emozionale di chi balbetta.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *