Metodo d’avanguardia nella cura della balbuzie infantile

Da oltre vent’anni, il dott. Bitetti ha introdotto nel nostro Paese un modello interpretativo e terapeutico decisamente innovativo, riguardo alla cura della balbuzie: l’Approccio Integrato, ed è stato poi esteso in altri paesi europei.

La Balbuzie Infantile

Una rivoluzionaria terapia risolutiva applicata alla balbuzie nei bambini molto piccoli, al di sotto dell’età scolare.

BALBUZIE INFANTILE: L’ECCELLENZA DI CURA IN ITALIA E IN EUROPA

Nella maggioranza dei casi, la balbuzie è un disturbo che insorge nella prima infanzia, tra i 3 e i 4 anni, nel momento dell’elaborazione delle prime frasi. Vale a dire al momento in cui si organizza il linguaggio e in cui si situano i primi contatti con il mondo esterno.

Le ricerche del Dottor Bitetti hanno dato un forte impulso nel trattamento della balbuzie infantile. Infatti, i bambini molto piccoli vengono da lui curati in maniera risolutiva e con tempistiche che seguano il naturale sviluppo del bambino, senza la necessità di aspettare ulteriormente.

Non c’è terapia più precisa e profonda di questa proprio perché ha come fine ultimo la risoluzione completa e totale del problema, anche tenendo in considerazione i fattori che erroneamente non vengono presi in considerazione nella cura della balbuzie. Si tratta di un percorso che include e coinvolge i genitori, figure indispensabili per accompagnare il bambino durante il percorso terapeutico.

Balbuzie nei Bambini: l’esperienza del dott. Bitetti

Da oltre vent’anni, il dott. Bitetti ha introdotto nel nostro Paese un modello interpretativo e terapeutico decisamente innovativo, riguardo alla cura della balbuzie: l’Approccio Integrato. Si tratta di un metodo di approccio al problema che è stato poi esteso in altri paesi europei.

Il dott. Antonio Bitetti, psicologo-psicoterapeuta ed ex-balbuziente, è profondo conoscitore della materia. Autore di libri sulla balbuzie, è un terapeuta di grande esperienza internazionale. Alcune sue interviste hanno avuto eco anche in altri paesi, tra cui: la Svizzera, la Spagna, la Germania e il Regno Unito. Il suo lavoro è convalidato anche sul piano del riconoscimento dei titoli professionali. Difatti, il dott. Antonio Bitetti ha anche la certificazione da parte dell’Ente Federale di Sanità della Confederazione Svizzera a Berna (CH). É, inoltre, membro associato dell’American Psychological Association (A.P.A.), la prestigiosa associazione americana degli psicologi, in qualità di PhD.

I veri motivi all abase del disturbo della balbuzie infantile

Da sempre, la balbuzie infantile, viene curata con modelli rieducativi del linguaggio, basandosi su concetti periferici, dando per scontato che l’aspetto finale del problema sia la difficoltà nel parlare normalmente come tutti gli altri. Ma, è importante sottolineare che il balbuziente; bambino, ragazzo o adulto che sia, nel chiuso della propria stanza, parla benissimo, non manifesta nessun tipo di difficoltà nell’esprimersi.

I sintomi, come pure il momento in cui appare la balbuzie, variano da un soggetto ad un altro. L’indagine clinica effettuata su alcune famiglie non dà sempre informazioni molto precise a tal proposito. Infatti, alcuni genitori non si rendono conto del momento preciso di insorgenza della balbuzie, a meno che non sia apparsa in modo improvviso, o in concomitanza con un avvenimento scatenante.

Quando ci si ritrova di fronte a una balbuzie tonica con dei blocchi evidenti del linguaggio questi vengono automaticamente ed erroneamente associati a dei movimenti non coordinati degli organi della fonazione, portando a credere di trovarsi di fronte a difficoltà della respirazione. A quel punto i genitori sottopongono i loro bambini a visite specialistiche di tipo foniatrico e otorinolaringoiatrico, ma nella gran parte dei casi tutto risulta essere nella norma. Questo dato già dovrebbe orientare verso un percorso diverso, sia sul piano interpretativo del problema e sia sull’intervento terapeutico da seguire. Infatti, in questi casi risulta chiaro che il problema non è meccanico, bensì di altro tipo.

Bambini, Linguaggio e Balbuzie

Questo dato ha spinto il dott. Bitetti ad approfondire quelli che sono i veri motivi che stanno alla base di questo diffuso disturbo che, ricordiamolo, interessa il 2-3 % della popolazione nazionale.

Il balbuziente sa molto bene quello che intende dire e ha le capacità fisiche per farlo, ma non riesce ad esprimerlo in maniera fluida e serena. A questo punto, è naturale chiedersi perché il balbuziente ha difficoltà di linguaggio quando si relaziona con gli altri, difficoltà che non avverte nel parlare in solitudine. La risposta non può essere semplice e banale, poiché investe quegli aspetti cognitivi, emotivi e relazionali che il linguaggio ha in sé.

Attraverso il linguaggio gli esseri umani creano collegamenti, esprimono emozioni, idee, progetti. Noi tutti riconosciamo il valore intrinseco di questo potente strumento. Secondo il linguista Noam Chomsky il linguaggio ha una base strutturale (o genetica) e una base acquisita, di tipo culturale o ambientale. In età infantile ogni bambino vive una fase importante nel suo delicato periodo evolutivo, ed è chiamata fase del balbettio. In questa fase molto delicata del suo sviluppo, il bambino si cimenta per sua predisposizione naturale nella ricerca della miglior soluzione possibile per far convergere aspetti strutturali e aspetti culturali del suo linguaggio.

Per spiegare meglio questo concetto possiamo paragonare la fase del balbettio alla deambulazione: il bambino impara gradualmente a coordinare i suoi movimenti, in funzione di una serie di prove ed errori, anche sulla base di un processo di rafforzamento del proprio sistema muscolo-scheletrico. Una volta acquisita l’intera sequenza, il bambino saprà camminare da solo e senza l’aiuto dei genitori.

Il linguaggio segue la stessa logica, ma a differenza dell’attività motoria, ha un importante valore relazionale, poiché attraverso di esso siamo capaci di estrinsecare emozioni di varia natura, e intensità. Le esperienze negative o traumatiche, anche a forte valenza aggressiva, possono ostacolare lo sviluppo del linguaggio ed essere persino alla base della sintomatologia del balbettare.

Balbuzie nei Bambini di 3 anni: cause scatenanti

Le ricerche del dott. Bitetti, si sono concentrate sul meccanismo del controllo emozionale e nel caso di chi è affetto da balbuzie, questo controllo delle emozioni si trasforma in un controllo della parte periferica del linguaggio, ossia, la parola.

La stragrande maggioranza della popolazione non controlla la parola mentre parla, sa che sarà un processo automatico, così come avviene nella deambulazione. Nessuno si sognerebbe di controllare e di verificare i movimenti delle gambe durante una passeggiata o durante una corsa, se lo facessimo, rischieremmo di bloccarci o di condizionare fortemente l’attività spontanea.

Pertanto, è il controllo il vero elemento negativo di chi balbetta1 ed è un aspetto appreso da bambino, in concomitanza di eventi a forte valenza negativa quali, per esempio, la nascita di un fratellino, la conflittualità tra genitori o esperienze diverse in cui predomina frustrazione e conseguente aggressività.

Se lasciato libero di consolidarsi, a lungo andare, il meccanismo del controllo può creare un disturbo cronico, comunemente chiamato balbuzie. Se mantenuto attivo, questo disturbo rischia di compromettere la normale crescita relazionale, ed emotiva del bambino. Se non curato profondamente, il bambino balbuziente può diventare un ragazzo balbuziente, o un adolescente balbuziente, fino a fargli acquisire da adulto, quello che il dott. Bitetti definisce: l’abito del balbuziente.

La balbuzie, o meglio la balbuzie primaria, cioè nelle fasi iniziali, è molto spesso un meccanismo adattativo in contesti e situazioni problematiche. La balbuzie è una fase che interessa tutti i bambini nel momento in cui imparano a parlare, ma questa fase dovrebbe essere abbandonata in tempi brevi, ecco perché è necessario intervenire precocemente, soprattutto prima dell’inserimento del bambino a scuola, ancora meglio prima che si cronicizzi in maniera definitiva.

Approccio Integrato per Curare la Balbuzie nei Bambini

L’Approccio Integrato è una terapia d’avanguardia, una tecnica risolutiva, nel vero senso della parola. Non c’è terapia più precisa e profonda di questa, proprio perché è una metodologia che ha come scopo ultimo quello di risolvere i delicati meccanismi interni ed esterni del problema, quindi soffermando l’analisi clinica su tutti i fattori in gioco, in primis quelli relazionali ed emotivi.

La balbuzie è un disturbo che non va assolutamente sottovalutato, soprattutto nel caso di quella infantile che di solito, rappresenta un aspetto sintomatico di situazioni emotivamente forti e rappresentano una spia di un disagio interno che merita la massima attenzione e considerazione.

Prevenire la Balbuzie con l’Approccio Integrato

Inoltre, il dott. Antonio Bitetti ha esteso il suo modello di intervento di cura della balbuzie infantile preventiva in quei bambini al di sotto dei 4-5 anni, che hanno mantenuto attiva la fase del balbettio, che vivono episodi di disfluenza o di balbuzie primaria, ma non possono essere definiti bambini balbuzienti. Con questo approccio è possibile intervenire preventivamente per impedire che i disturbi si cronicizzino e che portino a peggioramenti o blocchi nel linguaggio. Questa estensione dell’Approccio Integrato è una conquista e una novità assoluta nel panorama nazionale e internazionale. Si rivolge ai genitori che vorrebbero intervenire in tempi rapidi sui propri figli, ma non ricevono risposte adeguate in merito.

[1] A. Bitetti, Emozioni, Comportamento e Controllo, 2016

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