Perchè mio figlio piccolo balbetta?

La balbuzie è senza dubbio un sintomo di una condizione emotivamente forte che il bambino sperimenta precocemente e di cui non possiede ancora strategie, o strumenti, per poterla fronteggiare.

La Balbuzie in età prescolare

Come comportarsi se il proprio figlio inizia a balbettare a 3-4-5 anni

Una famiglia che si trova ad affrontare un inizio di balbuzie primaria, comparsa all’improvviso nel proprio figlio, di solito si rivolge alle strutture pubbliche. Quasi sempre ricevono la stessa risposta, che sarà necessario attendere l’età scolare per poter intervenire. Difatti, bisogna attendere il raggiungimento dei sei anni per poter accedere a quelle cure rieducative somministrate da diversi decenni. Fino a quel momento le famiglie e i loro figli devono sperare in una risoluzione spontanea del problema, pazientare e soffrire in silenzio, oppure peregrinare di qua e di là alla ricerca di qualche professionista alternativo.

La balbuzie è senza dubbio un sintomo di una condizione emotivamente forte che il bambino sperimenta precocemente e di cui non possiede ancora strategie, o strumenti, per poterla fronteggiare. Si è soliti soffermarsi sulla parte manifesta del disturbo, cioè sulla disfluenza e addirittura quasi tutti si concentrano su questa manifesta sofferenza nel parlare. Si è culturalmente ancorati al concetto che questo sintomo abbia a che fare con un problema di linguaggio.

La verità invece è un’altra, come afferma da molti anni il dott. Antonio Bitetti. Le sue ricerche e i suoi risultati confermano la tesi che questa difficoltà è strettamente connessa ad un potente meccanismo di controllo che il bambino mette in atto per contrastare questo forte livello emozionale sottostante. Non potendo esternare le sue emozioni che avverte come fastidiose e potenzialmente minacciose, preferisce trattenere.

La bocca è la parte del corpo deputata a trasmettere il proprio disagio, il proprio disappunto, ma il bambino per tante buone ragioni preferisce trattenerlo e così facendo, limita questa possibilità di esternare il proprio malessere. Quella sofferta difficoltà verbale spiega tutte queste dinamiche. Quello spezzettare le parole ha proprio questo significato intrinseco, quella esitazione del linguaggio equivale a frantumare il livello emozionale per non viverlo appieno.

Anziché imprigionare il bambino in estenuanti sedute di rieducazione del linguaggio, si lavora su un modello integrato di approccio terapeutico, così come lo ha impostato il dott. Bitetti. Il problema è giusto affrontarlo nella totalità degli aspetti e non nella parzialità, come spesso accade. Il bambino piccolo che balbetta ha necessità di essere compreso in tutto il suo dinamismo e non focalizzandosi solo sul sintomo esterno della disfluenza di linguaggio.

Adesso, dopo oltre vent’anni di ricerche innovative condotte dal dott. Antonio Bitetti, psicologo-psicoterapeuta, fondatore dell’Istituto Europeo per la Balbuzie e la Psicologia della Comunicazione, anche i bambini piccoli, o molto piccoli, possono affrontare serenamente il loro disagio usufruendo delle cure specifiche da lui introdotte, intervenendo direttamente sui genitori.

Il valore terapeutico dell’Approccio Integrato è finalizzato alla cura della cosiddetta balbuzie primaria per evitare il fenomeno della cronicizzazione del disturbo e per evitare inutili e sterili sofferenze, sia nel bambino che vive direttamente il disagio e sia nella famiglia, spettatrice passiva della situazione.

Questa terapia è rivolta espressamente ai genitori e non al bambino che balbetta, il quale riceve il beneficio dell’approccio terapeutico, direttamente da loro, guidati nel cammino terapeutico dal dott. Bitetti. I risultati fino a questo momento sono a dir poco eccezionali e tutti i casi trattati rimarcano il valore di questo tipo di intervento.

Adesso, anche i bambini molto piccoli che balbettano, parliamo di bambini di 3-4 e 5 anni affetti da balbuzie primaria, o balbuzie infantile come altri la definiscono, possono essere curati senza nessuna controindicazione e anche le famiglie possono così ritrovare la loro serenità.

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