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IL BALBUZIENTE E IL CONTROLLO DEL SUO LINGUAGGIO

Le ricerche del dott. Antonio Bitetti spiegano nel dettaglio quello che succede al balbuziente nel momento in cui si relaziona con gli altri. Il primo step è rappresentato dal fatto che chi balbetta pensa male di se, non perché non abbia qualità, assolutamente.

Pensa male perché trattiene energie preziose di se e quindi si presenta davanti agli altri come se fosse svuotato e al di sotto delle aspettative. Il secondo step è rappresentato dal fatto che proietta sull’interlocutore lo stesso metro di giudizio che ha di se e quindi, pur sbagliando, crede che l’interlocutore possa giudicarlo negativamente, non avendo assolutamente prove per credere a questo suo convincimento.

Il terzo passaggio, che poi è frutto del continuo studio del dott. Bitetti su questo problema, è il controllo del proprio linguaggio. In effetti, chi balbetta, nel tentativo di gestire una situazione difficile da comprendere, mette un freno sul proprio linguaggio, perché in cuor suo sa che dal linguaggio possono uscire emozioni negative.

Quindi, quando noi osserviamo un balbuziente dovremmo cominciare a pensare che egli non ha problemi di linguaggio, bensì ha un atteggiamento antitetico rispetto a tutti gli altri perché frena il linguaggio, quando invece dovrebbe essere lasciato libero da condizionamenti di qualsiasi origine.

L’evoluzione terapeutica che il dott. Bitetti ha introdotto quasi quindici anni fa con la terapia preventiva su bambini al di sotto dell’età scolare, ( 2-5 anni), permette una rapida soluzione al problema perché si eradica rapidamente quella base psicologica che se non curata diventa parte integrante del repertorio comportamentale del balbuziente. L’Approccio Integrato, che è ormai un marchio registrato, rappresenta l’avanguardia nella terapia della balbuzie, sia in Italia e anche in Europa.

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