ISTITUTO EUROPEO BALBUZIE - la balbuzie negli adulti dott. Bitetti - cura per la balbuzie - definizione di balbuzie

La balbuzie nei bambini di 3-4 anni

 

La principale classificazione della balbuzie infantile è comunque quella che suddivide tale disordine in balbuzie primaria e balbuzie secondaria. Tale classificazione prende in considerazione il momento d’insorgenza del disturbo e le caratteristiche del disturbo stesso.

Balbuzie primaria (nota anche come balbuzie di rodaggio o pseudobalbuzie) è un disturbo piuttosto comune; si stima, infatti, che il problema interessi il 30% degli infanti, in particolar modo di sesso maschile; di norma la balbuzie primaria scompare spontaneamente senza che sia necessario ricorrere a logopedia o riabilitazione del linguaggio.

Balbuzie secondaria (detta anche balbuzie vera) è un problema decisamente più serio della balbuzie primaria. Essa si manifesta, di norma, in quel periodo dell’esistenza che va dai 6 ai 14 anni di età. È molto improbabile (anche se non impossibile) che la balbuzie vera si manifesti in età adulta.

I principali sintomi della balbuzie infantile

 

  1. Ripetizionidi sillabe o consonanti come pa-pa-pa-pane o ppppp-pappa, spesso accompagnate da un blocco del flusso d’aria, che alcuni confondono con un eventuale problema di respirazione.
  2. Interiezioni come “um” “em”.
  3. Negativismo: Il bambino che balbetta spesso presenta un atteggiamento negativo e repulsivo riguardo al parlare. E’ il risultato di tentativi ripetuti di parlare correttamente e la frustrazione che deriva dai diversi tentativi falliti.
  4. Sincinesie e tic facciali:la balbuzie infantile è  spesso accompagnata da mimiche di espressione del viso, o addirittura di movimenti convulsi del corpo, dette sincinesie. Queste, soprattutto nella balbuzie di tipo tonico. La tensione facciale è il risultato di un estremo tentativo del bambino che balbetta di trovare l’energia e la forza necessaria per far uscire correttamente la parola.
  5. Circonlocuzioni: il balbuziente cerca di evitare la sua difficoltà, sostituendo le parole che egli percepisce difficili da pronunciare, con altre che possono essere più facilitante.
  6. Problemi fisici: prove ripetitive a parlare fluentemente può causare diversi cambiamenti fisici. La persona può stringere la mascella, trattenere il respiro e stringere i pugni. Questo, a sua volta, può indurre la tensione muscolare nelle spalle, negli arti e nella fronte.

La balbuzie infantile può rappresentare un momento particolare della graduale acquisizione del linguaggio che come sappiamo, si verifica, di solito tra i 12 mesi e i 3 anni. In particolare, l’età media di comparsa della balbuzie infantile è attorno ai 3 anni di età. Non bisogna necessariamente preoccuparsi se, in questa fase, il bambino spezzetta, ripete o prolunga le sillabe che formano le parole. Per alcuni autori, può trattarsi di disfluenze più o meno tipiche. In 4 casi su 5 la balbuzie infantile si risolve in modo spontaneo, al massimo entro i 5 anni dal momento della sua comparsa e, nel 75% dei casi, addirittura entro i primi 3 anni.

Ciò non toglie che il  fenomeno va seguito con attenzione e tenuto sotto attenta osservazione sin dalle sue prime manifestazioni. Statisticamente la balbuzie infantile si osserva più frequente nei maschietti, ed ecco la tendenza nell’intravedere per alcuni ricercatori una forte ereditarietà del disturbo, che in alcuni casi può regredire per ripresentarsi però nella fase adolescenziale.

Anche se il bambino balbetta già da un anno,non è detto che il problema permanga. Il disturbo può regredire spontaneamente anche a distanza di 3-4 anni dalla sua insorgenza. Comunque, si può fare molto per attenuarlo, o superarlo. Per questo è necessario evitare quello che il dott. Antonio Bitetti spiega nel suo lavoro di prevenzione e cioè evitare assolutamente che il problema si cronicizzi e diventi una forma persistente e strutturata. 

Come si cura la balbuzie infantile

La balbuzie infantile invece rappresenta una fase mal riuscita di questa evoluzione, dal balbettìo al linguaggio sano ed efficace. Su questo blocco evolutivo, possono incidere importanti aspetti  relazionali. Per evitare questo rischio di cronicizzazione e quindi di balbuzie è necessario intervenire precocemente.

Di solito la balbuzie infantile, cioè la balbuzie del bambino di 3-4 o la balbuzie del bambino con meno di 5 anni, di solito non viene trattata, si tende ad aspettare che ci cronicizzi, per essere sicuri che la sintomatologia sia certa, su di una diagnosi sicura. Solitamente si tende a  pensare che possa regredire spontaneamente.

il Dott. Antonio Bitetti è di parere diverso. Egli ha introdotto un interessante percorso terapeutico, adatto ai genitori di bambini con balbuzie di 3-4 anni. Non solo, ma anche nei bambini di 5 anni che balbettano ancora e che presentano aspetti suscettibili di diventare elementi di cronicizzazione della sintomatologia e quindi, di balbuzie vera. I pediatri sono cauti ed attendisti, i terapeuti del linguaggio rinunciano perché non hanno strumenti adatti per affrontare gli aspetti iniziali della balbuzie infantile.

L’Approccio Integrato alla sintomatologia del bambino balbuziente di 3-4 anni, a differenza del modello terapeutico rivolto a pazienti più grandi, è focalizzato a correggere principalmente gli atteggiamenti dei genitori, ed è rivolto espressamente ad essi, senza la presenza del bambino, per evitargli paure immotivate. Questo lavoro si basa sulle intuizioni e su ricerche d’avanguardia circa le cause della balbuzie infantile.

Viene affrontata la dinamica comunicativa intra familiare e vengono corrette tutte quelle difficoltà che il Dott. Antonio Bitetti ritiene essere fondamentali nel chiarire tutta la dinamica in questione, per permettere di recuperare quella serenità di fondo nel bambino, necessaria per parlare bene ed allontanarsi il prima possibile dal rischio che diventi balbuzie vera e propria.

Questa importante ricerca del Dott. Bitetti sulla balbuzie infantile, sostenuta da testimonianze di genitori di bambini sottoposti al trattamento, sarà oggetto di divulgazione su alcune riviste scientifiche americane del settore e faranno parte di una ricerca più ampia e dettagliata  in un suo nuovo libro, che sarà pubblicato nei prossimi mesi, nel quale sarà affrontato il meccanismo del controllo sulla parola e su altri disturbi similari ( Bitetti A. Emozioni, Comportamento e Controllo, 2016).

E’ la ricerca seria che promuove la conoscenza e che ci libera dalle paure.
Su questo, il Dott. Antonio Bitetti è  in prima linea, da sempre. Tutte le sue attività, i suoi libri, la partecipazione a congressi scientifici, le divulgazioni dei suoi lavori di ricerca, le sue lezioni all’università, sono tutte esperienze e formazione al vostro servizio.

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