ISTITUTO EUROPEO BALBUZIE - la balbuzie negli adulti dott. Bitetti - cura per la balbuzie - definizione di balbuzie
La diagnosi precisa di balbuzie non si può fare prima dei 5 anni, età in cui si evidenzia un picco massimo e viene solitamente definita balbuzie primaria, balbuzie precoce, balbuzie infantile etc. Si sa con certezza che ne sono colpiti circa il 2-3% dei bambini.

Una recente ricerca australiana (Pediatrics, Vol. 123 N° 1 Gennaio 2009) riferisce addirittura un’incidenza dell’8,5% all’età di 3 anni e sembrerebbe associata al momento di rapido sviluppo della struttura delle aree predisposte al linguaggio e ad un forte incremento del vocabolario. L’80% di loro andranno incontro ad una graduale risoluzione del disturbo, mentre l’1-2% cronicizzerà la difficoltà di linguaggio.

L’ambiente andrà sicuramente modificato per il benessere del bambino di concerto alle terapie da affrontare, ma non per questo il genitore si deve sentire responsabile di aver ingenerato il disturbo, che prima o poi sarebbe facilmente apparso a fronte di un qualsiasi altro stress ambientale.

* Genetic etiology in cases of recovered and persistent stuttering in an unselected, longitudinal sample of young twins. Dworzynski K., Remington A., Rijsdijk F., Howell P., Plomon R., – Am J Speech Lang Pathol. 2007 May; 16(2): 169-178

L’Approccio Integrato nella cura della balbuzie nei bambini va a curare non solo l’aspetto sintomatico del balbettare, o del tartagliare, come alcuni definiscono la balbuzie, ma estende la cura a tutte quelle dinamiche relazionali, solitamente trascurate da altre forme di intervento curativo. Tendenzialmente si tende a curare il bambino balbuziente non prima dei 5-6 anni, almeno questa è la cultura dominante. Diversamente, il dott. Antonio Bitetti ha iniziato da diversi anni ( Il primo in Italia e in Europa) a curare bambini con balbuzie primaria, anche al di sotto di questa fascia di età, allargando notevolmente l’offerta terapeutica, anche a quelle famiglie con bambini precocemente interessati da problemi di disfluenza.

La diagnosi precisa di balbuzie si tende a fare quando il bambino entra in ambito scolastico, cioè a 5-6 anni, non solo perché a quella età il bambino è più consapevole del suo disturbo, ma anche perché può essere affrontato su un piano rieducativo, come affermano gli specialisti della fonazione. A quella età  inizia ad avere dimestichezza con il senso delle parole e con la lettura.  In questo modo può essere più facilmente agganciato in una qualsiasi forma di cura della balbuzie, abituati come si è all’utilizzo di strategie fonetiche o similari.

Quando un professionista del settore si trova davanti un bambino che balbetta, si deve sempre porre un quesito importante: “ Il problema cruciale è la evidente difficoltà di linguaggio, oppure il bambino con balbuzie manifesta un disagio che si estrinseca sul linguaggio, ma che ha un significato più profondo ed articolato?”.

Le ricerche avanzate del dott. Bitetti sono ormai molto diffuse sia in Italia e sia in altri Paesi e spiegano la balbuzie su un piano completamente diverso, spingendo l’attenzione su quella energia che il bambino balbuziente trattiene, avendo sperimentato precocemente delle frustrazioni che non ha potuto gestire e che ha preferito trattenere.

Pertanto, è il controllo il vero elemento negativo di chi balbetta ( Bitetti A., Emozioni, Comportamento e Controllo, IEB Editore, Milano, 2016) ed è un aspetto appreso da bambino, in concomitanza di eventi a forte valenza negativa, quale la nascita di un fratellino, la conflittualità tra genitori o esperienze diverse in cui predomina frustrazione e conseguente aggressività. Se lasciato libero di consolidarsi,  a lungo andare, il meccanismo del controllo può creare un disturbo cronico, comunemente chiamato balbuzie.

Se mantenuto attivo, questo disturbo rischia di compromettere la normale crescita relazionale ed emotiva del bambino, fino a fargli acquisire da adulto, quello che il dott. Bitetti definisce: “l’abito del balbuziente”. La balbuzie, o meglio il balbettìo, nelle fasi iniziale è un meccanismo adattativo che dovrebbe essere abbandonato in tempi brevi, ecco perché è necessario intervenire precocemente, soprattutto prima del periodo adolescenziale, ancora meglio prima che si cronicizzi in maniera definitiva.

Il protocollo di intervento nella cura della balbuzie nei bambini prevede una serie di sedute, in cui necessariamente dovrà essere presente la coppia di genitori, poiché tutto il percorso terapeutico affronta anche la questione relazionale della balbuzie. Infatti, se da una parte il bambino soffre del suo disturbo dall’altro crea una sorta di “ vantaggio” che va necessariamente disattivato e corretto.

Affidarsi alle cure del dott. Antonio Bitetti significa affidarsi all’esperto principale su questo disturbo, non solo in Italia. Al di la della sua personale esperienza di balbuzie superata con cinque anni di gruppo-analisi, sono note a tutti le sue pubblicazioni scientifiche e i suoi lavori editoriali, la sua appartenenza all’A.P.A. ( American Psychological Association) le sue relazioni a congressi scientifici ed altro ancora. Ricordiamoci che un bambino affetto da balbuzie non può essere affidato a persone non qualificate, senza i necessari requisiti tecnici e alcuni, addirittura senza una laurea specifica.

 

 

 

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