Appunti di vita del Dott. Antonio Bitetti

Ho ancora nitido nella mia mente, il ricordo più doloroso di tutta la mia storia di balbuziente. Quando, davanti a tutta la classe, sono stato deriso per la mia balbuzie. Quel giorno ero molto più agitato di altre volte, non avrei voluto essere interrogato davanti a miei compagni di classe, ma non fu così. Il nostro insegnante volle interrogarmi e mi tocco affrontare una prova che quel giorno mi terrorizzava più del solito. Ricordo che balbettai tantissimo. I compagni cominciarono a ridere di me e la cosa più brutta, fu quando mi accorsi che rideva anche il nostro maestro, che era accanto a me, vicino alla cattedra. Volevo sprofondare per l’umiliazione e per la vergogna.

Tante volte ho sofferto per il mio problema, però non mi sono mai arreso, ho avuto la lungimiranza di guardare oltre le mie amarezze e le mie difficoltà, ho sempre pensato a quello che sarei diventato. Sono diventato uno psicologo-psicoterapeuta e mi occupo proprio di terapia della balbuzie. Ho superato completamente il mio problema, dopo aver fatto un percorso di gruppo analisi, durato cinque anni. Questa esperienza mi ha fatto comprendere che i problemi psicologici esistono dentro di noi, sotto forma di idee e convinzioni errate, dettate dalla necessità di rimanere ancorati ad un passato che ormai non esiste più. Solo per la paura di staccarsi da situazioni e relazioni intrafamiliari ormai improduttive e regressive.

Ho capito tante cose di me stesso e le ho viste confermate in anni e anni di lavoro terapeutico sui miei pazienti. Ho compreso bene delle resistenze che sono presenti in ognuno di noi e delle sforzo che ciascuno dovrebbe fare per emanciparsi dalla paura e delle difficoltà. Queste dinamiche interne al problema le ho organizzate in un modello interpretativo e metodologico che ho definito:  “ Approccio Integrato” e le ho espresse nei miei libri, tradotti in inglese e tedesco.

Riflessioni sulla balbuzie

Le mie riflessioni sulla balbuzie partono dal presupposto che il balbuziente pensa male di sé, non perché non abbia qualità, ma perché non sa canalizzare adeguatamente le sue energie interne, perché ha imparato da piccolo a trattenere le sue risorse emozionali. Poi tende a proiettare sugli altri lo stesso giudizio negativo e quindi, teme costantemente di essere giudicato male dagli altri. Infine, adotta una strategia improduttiva che io definisco: “controllo della fonazione”. Il balbuziente, a differenza degli altri, quando si relaziona, tende a frenare la propria energia e quindi trattiene quella forza necessaria per relazionarsi bene con gli altri.

E’ necessario sapere che il balbuziente quando è da solo, nel chiuso della sua stanza, non balbetta mai. Invece, quando parla in pubblico è fortemente condizionato, proprio perché vive costantemente il timore di essere giudicato male. Questo, perché pensa male di sé e il tutto parte da questo fattore. Per parlare bene è necessario pensare bene di sé. E’ necessario conoscere la propria forza interiore, ed indirizzarla con la giusta consapevolezza di essere una persona forte e decisa. Il nostro linguaggio è sostenuto da una certa dose di energia, così come tutto il nostro comportamento. Sapere indirizzare adeguatamente la propria energia caratteriale è alla base del nostro successo relazionale.

Dal 1997, le mie ricerche in questo campo hanno permesso di aprire uno scenario nuovo nella cura della balbuzie attraverso il metodo di cura della balbuzie denominato: “La Balbuzie Approccio Integrato”. Adesso, posso affermare con una buona dose di certezze, che spostando adeguatamente il controllo dalla bocca e liberando il controllo su di sé, si liberano quelle energie adatte per confrontarsi liberamente e senza blocchi, a tutto vantaggio di una percezione forte di se e senza esitazioni ( Bitetti A., 2001, 2006,2010,2016).

Il mio modello di terapia della balbuzie ha varcato da molti anni i confini nazionali, merito anche delle mie pubblicazioni, soprattutto del mio libro tradotto in inglese e tedesco: Stammering an integrated approach e Stottern ein integrierter ansatz.

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