Come smettere di balbettareIl balbettare, o il tartagliare come altri definiscono la balbuzie, è un fenomeno complesso, ma non così difficile da capire. Chi balbetta va aiutato a conoscersi meglio e a capire cosa dovrebbe fare quando incontra i suoi simili e soprattutto, quando è chiamato a parlare, perché è questo che si fa quando delle persone si incontrano.

Il balbuziente è abituato a controllare esageratamente le proprie risorse. Va in controtendenza rispetto alle reali esigenze della vita quotidiana. Questa censura, per i soggetti predisposti alla balbuzie, è un processo appreso  sin da piccoli e che ostacola la possibilità di espansione, inibendo così la libertà di relazione. Nel balbuziente è forte la paura del giudizio degli altri, ma che in fondo è il giudizio negativo che egli esprime verso se stesso nel momento del rapporto interpersonale.

Nelle ricerche del Dott. Antonio Bitetti, il problema balbuzie viene visto essenzialmente come un sintomo, frutto di una scarsa propensione del balbuziente a canalizzare al meglio le proprie risorse emozionali.

Per più di cinquant’anni si è assistito a dei modelli di intervento di tipo rieducativo, perché si tendeva a credere, e in parte lo si crede tuttora, che il balbuziente fosse un soggetto da rieducare nella parola, protesi a credere che il problema vero fosse l’evidente difficoltà ad estrinsecare parole. Soffermarsi sulla parte periferica del problema, sulla manifesta difficoltà di linguaggio, tende a far perdere di vista, o peggio, a non tener conto del valore relazionale e del significato psicologico della balbuzie.

Tutto ciò è frutto di una cultura rieducativa vecchia di alcuni decenni e che si è diffusa a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, e non solo. Difatti, se andiamo a leggere di tanti che si occupano di balbuzie, troviamo di contesti che ripetono quasi tutti le stesse cose e cioè: articolare la bocca, cantilenare, modulare la voce, addirittura soffiare e via discorrendo. Partendo dalla logopedia, che è la terapia elettiva proposta dal Servizio Sanitario Nazionale, passando anche per ripetitive tecniche psicomotorie, o di rilassamento, fino a tutte quelle tecniche, o rimedi come alcune intendono la cura della balbuzie che lavorano addirittura sul controllo della balbuzie, o balbuzia, come altri ancora la definiscono.

Da qualunque parti si volesse partire per una cura della balbuzie, ci troveremmo sempre a porci una domanda di partenza, e cioè: la cura della balbuzie, o il rimedio per smettere di balbettare, che obiettivo dovrebbe avere? Vogliamo curare la disfluenza del balbuziente perché pensiamo che il problema sia nella difficoltà di parlare, oppure vogliamo curare il dinamismo complessivo del balbettare. Il balbettare è la causa, o la conseguenza di qualcosa. E’ tutto centrato sul balbettare, o tartagliare le parole, o qualcosa blocca il balbuziente nella sua legittima facoltà di sentirsi libero nel linguaggio?

Rimedi per non balbettare

Senza dubbio per smettere di balbettare è necessario che chi balbetta superi le sue paure, si senta forte nei confronti degli altri e soprattutto che impari a sentirsi bene con se stesso. Questo progetto di cura della balbuzie, almeno da un punto di vista più completo, deve tener conto di dinamiche diverse da quelle del semplice balbettare. Non esiste un rimedio per non balbettare. Chi propone rimedi per la balbuzie usando una semplice tecnica correttiva va solo nella direzione di allentare l’attenzione sul balbettare, ma non va a curare la balbuzie. Sono due cose diverse.

Addirittura ci sono ambiti dove persone senza nessun titolo specialistico si occupano di balbuzie senza mai aver fatto studi specialistici nel settore. Basta una tecnica, appresa da altri e via, condita di qualche supporto psicologico preso a prestito e si apre un centro di cura della balbuzie

Pur comprendendo le ragioni organizzative, ed anche economiche che la famiglia del bambino balbuziente, o il balbuziente adulto va ad affrontare nella scelta della terapia per smettere di balbettare, è sempre importante non tralasciare l’aspetto qualitativo dell’intervento di cura della balbuzie. Un rimedio è una terminologia che si usava nella vecchia farmacoterapia, basata su intuizioni occasionali e mai verificate scientificamente, per curare malanni di varia natura.

Esercizi per la cura della balbuzie

Nel tempo, diversi autori si sono dedicati ad elaborare metodi di cura della balbuzie. Erano semplici esercizi per facilitare il linguaggio e renderlo più sciolto, indirettamente servivano per allentare anche la tensione fisica e psichica che condizionava la situazione generale del balbuziente. Erano definite tecniche ortofoniche.

Ricordiamo il metodo di masticazione di Froeschels che consiste inizialmente nel masticare aria, poi nell’associare i movimenti di masticazione a dei suoni prima e successivamente al linguaggio. Il metodo fisiologico di Gutzman associa i vari esercizi di fonazione e di articolazione. Il metodo di Liebmann indica che il rieducatore debba parlare contemporaneamente al balbuziente per arrivare poi a lasciarlo parlare da solo.

Esiste anche il metodo della “ pratica negativa” di Dunlap e Lenner che consiste nell’analizzare il proprio disturbo, imitarlo, osservare il proprio balbettamento, o il tartagliare, per arrivare a dominarlo poco per volta. Ancora oggi molti metodi attribuiscono grande importanza alla respirazione, all’articolazione, o alla voce. Tutti questi metodi mirano a far parlare meglio il balbuziente, a convincerlo che può esprimersi più facilmente e dominare i differenti problemi che si sommano alla balbuzie.

Smettere di balbettare

Pur considerando valide certe strategie di terapia della balbuzie, utili ad ammorbidire le parole, rimane sempre evidente che il settore in cui si dovrebbe maggiormente intervenire è l’area della relazione umana e non della fonazione, anche se quest’ultima rappresenta la parte manifesta del problema balbuzie. Per comprendere bene bisogna capire cosa comprendere, dove si vuole comprendere e come comprendere, ovvero avere una strategia di intervento. Ma questa, facendo riferimento alla sola area della fonazione, difficilmente potrà andare al cuore del problema e alla sua vera risoluzione.

Tutto questo, con il passare degli anni, ha confermato quello che il Dott. Antonio Bitetti ha sempre sostenuto e cioè: la balbuzie va affrontata con metodologia ed approccio più strutturato ed integrato.

L’Approccio Integrato invece è una terapia ad ampio raggio, di sicuro affidamento ed efficacia, con uno scopo ben preciso: rendere il balbuziente consapevole dei suoi mezzi. Il perchè di questa convinzione è dato dal fatto che il balbuziente va aiutato a meglio comprendere le sue dinamiche interne, le sue paure, le sue convinzioni circa la propria capacità di credere nei suoi mezzi e di cogliere l’importanza dell’aspetto relazionale nella dinamica interpersonale. Parlare di rieducazione del linguaggio, o di rimedi per smettere di balbettare, come è di consuetudine fare nella ricerca di cura della balbuzie, è limitante, nega la possibilità di allargare gli orizzonti conoscitivi del problema, e della possibilità concreta di una terapia definitiva della balbuzie.

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