TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE E BALBUZIE

TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE E BALBUZIE

La Terapia Cognitivo Comportamentale viene sempre più frequentemente utilizzata come strumento per trattare la balbuzie, ma spesso trascurando un elemento fondamentale di approccio al problema, ed è quello di non tener conto del fattore controllo, come aspetto centrale della balbuzie.

Sin dagli inizi del suo lavoro di terapeuta della balbuzie, era il 1997, il dottor Antonio Bitetti si era confrontato molte volte con il compianto dottor Cesare De Silvestri, allievo storico del famoso Prof. Albert Ellis, ed unico e vero pioniere della Terapia Cognitivo Comportamentale in Italia, chiamata nello specifico, spesso con il termine di RET    ( Rational Emotive Therapy). Aveva stabilito con lui un continuo e proficuo lavoro di collaborazione e di ricerca nel campo dell’applicazione dei concetti cognitivo comportamentali nella cura della balbuzie.

Difatti, il dottor Cesare De Silvestri ha da sempre sostenuto le ricerche del dottor Antonio Bitetti, divenendo amici e nel 2001, anno della pubblicazione del suo primo libro sulla balbuzie ( A. Bitetti, Analisi e prospettive della balbuzie, Positive Press, Verona, 2001), ne cura la prefazione, sostenendo che probabilmente, da sola la terapia cognitivo comportamentale non possa riuscire a curare in maniera ampia e completa la balbuzie, in funzione degli importanti aspetti relazionali del problema e con le forti implicazioni sociali del disturbo.

L’Approccio Integrato del dottor Bitetti è un modello di cura della balbuzie, sia nei bambini e sia negli adulti, molto più avanzato, perchè si prefigge lo scopo di affrontare la balbuzie da più aspetti, apparentemente diversi, ma legati tra di loro radicalmente, sia nella sintomatologia manifesta e sia nel significato interno del problema. Ma, soprattutto è un modello di cura che affronta anche in età pediatrica, tutte quelle dinamiche comunicative e sociali del linguaggio umano, che hanno importanti implicazioni nella vita quotidiana.

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