FOBIA SOCIALE E BALBUZIE (ANSIA SOCIALE)

La Fobia Sociale è un tipico disturbo d’ansia caratterizzato da una sindrome ansiosa indotta dall’esposizione a determinate situazioni interpersonali o di prestazione in pubblico, spesso associata ad una tendenza ad evitare di frequentare tali contesti.

fobia sociale e balbuzieCome tutti sanno, l’essere umano è un cosiddetto animale sociale, proprio perché è abituato a stare con i suoi simili e con loro stabilisce tanti e diversi tipi di relazione ed interazione. La capacità di interagire piacevolmente con altri individui è di grande rilevanza in molte funzioni importanti dell’esistenza, comprese la famiglia, la formazione, il lavoro, lo svago, il corteggiamento e i rapporti affettivi.

Pur tenendo in giusta considerazione il fatto che un certo grado di agitazione o di apprensione in diversi contesti sociali può essere ritenuto normale, le persone affette da ansia sociale o fobia sociale presentano un così alto livello d’ansia da spingerli ad evitare diverse situazioni sociali o vi si espongono con grande sofferenza.

La caratteristica principale è la paura di essere criticati dagli altri durante azioni o compiti di vario genere, soggetti alla valutazione di altre persone. Due aspetti cruciali alla base di questo timore sono il forte desiderio di dare una buona impressione agli altri e contemporaneamente una forte incertezza rispetto al raggiungimento di questo scopo.

Nella mia pratica di psicologo-psicoterapeuta mi imbatto spesso in un’idea irrazionale di molti miei pazienti, tendenti a credere verso un bisogno di approvazione da parte degli altri e questo rappresenta un aspetto fortemente ansiogeno rispetto ad un’idea più realistica, quale può essere il preferire o il volere. Proprio perché il bisogno è assolutistico e questo genera ansia da prestazione.(Bitetti A. La Balbuzie Approccio Integrato, IEB Editore 2001,2006,2010).

Alcune forme di fobia sociale sono legate a specifiche situazioni di prestazione, per cui la persona presenta ansia solo quando deve effettuare un’attività particolare in pubblico. La stessa attività eseguita da solo non produce disagio. Un tipo più grave di fobia sociale è caratterizzato da ansia estrema nella maggior parte delle situazioni interpersonali o pubbliche. In entrambe le forme del disturbo, ad ogni modo, l’ansia deriva dall’aspettativa che se le proprie prestazioni risulteranno inadeguate o insoddisfacenti ci si sentirà umiliati e imbarazzati. Il comportamento di evitamento, dunque, ha proprio il fine di sottrarsi a tali esperienze vissute negativamente.

Questi meccanismi cognitivi si riscontrano nel modo di pensare anche del balbuziente, che come si evince ha delle similitudini comportamentali con il timido ed il fobico sociale. Alla base di questi modelli di pensiero ci sono aspetti manichei, o tutto bianco o tutto nero, con assurde idee perfezionistiche, che espongono a condizioni estremamente negative circa la buona riuscita della prestazione stessa (A. Bitetti, La Balbuzie Approccio Integrato, IEB Editore,2010).

Studi statistici dimostrano che il 13% della popolazione generale ha un episodio di fobia sociale nella propria vita. In questo campione di studio, gli uomini hanno più probabilità delle donne di sviluppare una forma severa di ansia sociale o un disturbo di personalità con forti caratteristiche di evitamento.

Sintomi della fobia sociale

Le persone con fobia sociale ed ansia sociale presentano allarme e disagio in situazioni le più disparate: parlare in pubblico; effettuare delle attività sotto lo sguardo altrui come, ad esempio, leggere in chiesa o suonare uno strumento musicale; mangiare insieme ad altre persone; firmare un documento davanti a degli osservatori; utilizzare un bagno pubblico, conoscere nuove persone, esprimere la propria opinione in gruppo, prendere la parola in una riunione.

Le persone con fobia sociale o ansia sociale temono che le loro prestazioni o azioni appariranno agli occhi degli altri inadeguate e/o ridicole. Si preoccupano spesso che la loro ansia sarà evidente per il fatto che gli potrebbe capitare di sudare, arrossire, vomitare a causa della tensione, tremare o parlare con voce flebile e incerta e che tutti si accorgeranno di ciò e li osserveranno e giudicheranno. Paventano di poter perdere il filo del discorso e non ricordare più nulla di ciò che avevano da dire o che non riusciranno a trovare le parole per esprimersi.

Sono presenti inoltre, in modo più o meno marcato, l’evitamento di situazioni, comportamenti, luoghi, contesti, persone che possono elicitare le situazioni temute. Le persone con Fobia Sociale cercano inoltre di mettere in atto tutta una serie di tentativi di minimizzare e/o nascondere il proprio disagio e la propria ansia, al fine di non apparire inadeguati (riuscendoci peraltro spesso solo parzialmente o per niente).

Le conseguenze dell’ansia sociale

L’ansia sociale comporta difficoltà e disagio stabili. In particolare un ansia anticipatoria elevata nel caso ci sia un evento temuto imminente rispetto al quale si teme di fare “una figuraccia” (esami, riunioni importante, appuntamenti, ecc.) o forte ansia e disagio nel caso che dalla situazione sia impossibile sottrarsi. Evitare alcune situazioni temute può dare conseguenze negative in ambito sia lavorativo che sociale. Inoltre le persone con fobia sociale possono avere difficoltà ad instaurare nuove conoscenze sia intime che più superficiali e difficoltà nelle situazioni di gruppo. Tutto ciò può causare isolamento e conseguente rabbia e depressione secondaria.

Le cause della fobia sociale

Alcune persone sono timide per temperamento e mostrano propensione alla vergogna molto precocemente da bambini, mentre altre possono vivere le prime esperienze di ansia sociale durante la pubertà. Spesso i contesti nei quali si vivono le prime esperienze di ansia sociale sono la scuola e altri contesti aggregativi strutturati (ambiente sportivo, oratorio, ecc.) o più informali (gruppo di pari, comitive, ecc.), contesti nei quali ci si sente sottoposti alla valutazione degli adulti significativi e/o dei pari.

A partire quindi dal proprio temperamento, da questi episodi di ansia, dalle “figuracce” vissute, può innescarsi un timore più ampio di varie situazioni sociali e un evitamento progressivo delle situazioni temute, che possono portare poi allo sviluppo di una più strutturata e più o meno generalizzata fobia sociale.

Cura della fobia sociale

I sintomi e il disagio legati alla fobia sociale e all’ansia sociale tendono a cronicizzarsi e a persistere nel tempo se non si interviene, inducendo chi ne soffre ad evitare le attività a cui vorrebbero al contrario partecipare. Una delle terapie elettive nella cura di questa condizione è la terapia Cognitivo Comportamentale o la terapia RET Rational Emotive Therapy che ha in Albert Ellis, un importante psicoterapeuta americano, il suo iniziatore. Questo tipo di terapia mira a modificare quelle idee irrazionali che sono alla base di certe idee di fondo e che creano i presupposti per rimanere ingabbiati in condizioni cognitivamente assurde, con idee più plastiche, più realistiche e meglio funzionali alle esigenze della vita quotidiana.

Molto spesso, certe convinzioni, certe idee, frutto anche di processi di apprendimento sbagliati, non discusse adeguatamente in età giovanile, possono permanere nel repertorio comportamentale dell’adulto ed essere alla base di comportamenti improduttivi, se non addirittura dannosi. ( Bitetti A., 2001,2006,2010).

Altra importante terapia è la Desensibilizzazione Sistematica. Questa terapia è stata utilizzata con successo nel trattamento di un’ampia varietà di disturbi fobici. Ha il suo fulcro nell’esposizione graduale e sistematica alle situazioni sociali ansiogene, anche attraverso l’utilizzo di tecniche di rilassamento progressivo e ampiamente collaudate, come il Training Autogeno di Schultz.

Gli elementi che compongono la desensibilizzazione sistematica sono: L’addestramento al rilassamento muscolare, la costruzione di una gerarchia individualizzata di stimoli ansiogeni, l’abbinamento degli item della gerarchia con lo stato di rilassamento, infine, l’addestramento al rilassamento muscolare.

Un’esposizione frequente e prolungata, opportunamente predisposta da paziente e terapeuta, permette di affrontare le situazioni temute in modo progressivamente più agevole e soddisfacente. Contemporaneamente a ciò la persona sarà stimolata ed aiutata a riprendere in mano aspetti della vita messi da parte (rapporti sociali, passioni, lavoro, ecc.).

Le terapie farmacologie con antidepressivi, come anche alcuni farmaci ansiolitici, o con associazione di entrambi, possono aiutare nella terapia della fobia sociale. Ad ogni modo, solo la terapia farmacologia, senza quella psicoterapica, presenta elevati tassi di ricaduta. Questo perché è importante procedere con una riformulazione di quelle mappe cognitive che sono alla base di quelle idee irrazionali, tipiche di un pensiero criptico e destruente.

RICHIEDI

Questo post è disponibile anche in: Inglese