CURA DELLA BALBUZIE

Una cura della balbuzie sia in età infantile e sia nell’adulto balbuziente.

Nel nostro nuovo modello di intervento terapeutico che abbiamo definito TERAPIA AD APPROCCIO INTEGRATO.

Rimanendo coerenti con il concetto che il balbuziente va aiutato a comprendere che il suo linguaggio alterato è frutto di un modello di pensiero e di emotività che ha radici nella propria personalità. Il balbuziente, bambino o adulto che sia, sarà aiutato e percorrere una esperienza formativa di liberazione dal problema, attraverso la periodica analisi del suo vissuto e delle sue esperienze che andrà maturando per tutta la durata del percorso terapeutico.

imm_modelloIl balbuziente con noi non si sentirà più solo, la famiglia sarà partecipe di tutto il lavoro che sarà svolto.
Nelle ricerche del dott. Bitetti, il problema balbuzie viene visto essenzialmente come un sintomo, frutto di una scarsa propensione del balbuziente a canalizzare al meglio le proprie risorse emozionali.
Per più di cinquant’anni si è assistito a dei modelli di intervento di tipo rieducativo, perché si tendeva a credere e in parte lo si crede tuttora, che il balbuziente fosse un soggetto da rieducare nella parola, protesi a credere che il problema vero fosse l’evidente difficoltà ad estrinsecare parole.

La creazione di questo contatto diretto con il Dott. Bitetti, permetterà di seguire insieme tutta la evoluzione del percorso. Il lavoro sarà svolto nell’arco di un paio di mesi, fino alla piena consapevolezza di se e della certezza di non aver più difficoltà.

La “madre di tutta la questione è il pensare male di sé”

Non perché il balbuziente non possiede qualità, ma perché è abituato a controllare esageratamente le proprie risorse. Va in controtendenza rispetto alle reali esigenze della vita quotidiana. Questa censura , per i soggetti predisposti alla balbuzie, è un processo appreso sin da piccoli e che ostacola la possibilità di espansione, inibendo così la libertà di relazione. Nel balbuziente è forte la paura del giudizio degli altri, ma che in fondo è il giudizio negativo che egli esprime verso se stesso e questo, solo nel momento del rapporto interpersonale. Ecco perché il balbuziente quando è solo sta bene, è sereno, proprio perché non mette in gioco se stesso e quindi, parla bene. e inibisce la possibilità di espansione, generando una forte paura di un eventuale giudizio negativo da parte degli altri, ma che di fondo non è altro che un proprio giudizio negativo rivolto a se stessi. Questo diventa l’elemento ansiogeno più caratteristico e radicato, che segna nel profondo il modello di pensiero irrazionale di chi balbetta. (Bitetti A., 2010)

Nell’approccio al bambino si è sempre pensato esclusivamente alla sua disfluenza, alla sua evidente difficoltà ad articolare le parole. Così si è dato largo spazio a tutte quelle strategie di correzione del linguaggio, con estenuanti sedute di rieducazione ma, senza mai calibrare una strategia di comprensione sul piano prettamente relazionale della dinamica in questione.

E’ evidente che il settore in cui si dovrebbe maggiormente intervenire è l’area della relazione umana e non della fonazione e della articolazione delle parole, anche se quest’ultima rappresenta la parte manifesta del problema balbuzie.
Per comprendere bene bisogna capire cosa comprendere, dove si vuole comprendere e come comprendere, ovvero avere una strategia di intervento. Ma questa, facendo riferimento alla sola area della fonazione, difficilmente potrà andare al cuore del problema e alla sua vera risoluzione. ( www.antoniobitetti.com).

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