TERAPIA AD APPROCCIO INTEGRATO

Nel suo lungo lavoro di ricerca sulla balbuzie, grazie alla sua personale esperienza di completa e profonda guarigione dal problema, forte di una solida preparazione psicoterapeutica basata su un percorso gruppo-analitico, il dott. Antonio Bitetti ha gettato le basi per un modello interpretativo e metodologico d’avanguardia, che ha diffuso su tutto l’intero territorio nazionale e che da molti anni ha varcato anche i confini stessi del nostro Paese.

Il modello operativo denominato: L’APPROCCIO INTEGRATO è la naturale evoluzione di un percorso di ricerca e di riflessione di anni ed anni di lavoro sulla balbuzie e sui balbuzienti.
La ricerca vera mira a fare chiarezza, a crescere, a dare le migliori risposte possibili nel proprio campo di lavoro, con umiltà, senza tralasciare il percorso fatto finora, ma migliorandolo, sempre e solo nell’interesse della ricerca e del servizio all’utenza. Tanto abbiamo fatto sino ad ora. Abbiamo introdotto concetti nuovi e che in tanti ci copiano. Sono stati da noi introdotti nuovi elementi di discussione, soprattutto nel campo delle dinamiche psicologiche della relazione umana.

Adesso è il tempo maturo della svolta. Il dott. Bitetti ha sottolineato la necessità di introdurre il nuovo e tanto atteso nuovo modello di cura, tanto richiesto dai nostri clienti. E’un momento di vera svolta, perché i tempi sono maturi, proprio in un momento di evoluzione dei social network e della cosiddetta: COMUNICAZIONE GLOBALE.

LA TERAPIA AD APPROCCIO INTEGRATO diventerà un punto di riferimento per gli operatori del settore, oltre che per tutti i balbuzienti italiani e stranieri. Si perché il nuovo modello sarà esportato naturalmente anche all’estero. Già in molti Paesi esiste la cultura dell’auto aiuto tra balbuzienti, ma è priva di quella analisi del gruppo che solo un esperto di tali dinamiche potrà esercitare, attraverso un approccio sinergico sulle diverse componenti della balbuzie.

Il normoloquente, la persona che non balbetta, non controlla la parola, dà per scontato che il suo apparato fonatorio eseguirà le indicazioni articolatorie alla lettera, confidando su una capacità appresa nel tempo e mantenuta attiva in maniera idonea. E come quando camminiamo, non controlliamo le nostre gambe nell’atto motorio del movimento sinergico, gamba destra, gamba sinistra. Il balbuziente, proprio perché vive costantemente il dubbio circa le proprie capacità verbali, mette in costate discussione la propria naturalezza e controlla, balbettando. E’un modello appreso che va superato in età precoce, se non si vuole rimanere imprigionati su un concetto errato di controllo della prestazione, che poi nel tempo può creare una idea sbagliata di se, andando a confluire su uno stato mentale di blocco, con un costante feed-back negativo a circolo vizioso.

La nuova strategia di intervento darà i suoi frutti in ogni caso. Il balbuziente sarà impegnato emotivamente nel gruppo, ma lo dovrà accettare e condividere nei tempi e nell’organizzazione, attraverso le tematiche e le analisi del proprio vissuto. Ognuno porterà la propria modalità di relazione, ma andando a convergere in un processo evolutivo finale.

COME HO CURATO LA BALBUZIE (LEGGI LE TESTIMONIANZE)

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